Mercato dei Grani
Piazza Arnaldo, Brescia
l'Inaugurazione


«La riapertura restituisce nuova vita a un angolo di profondo valore storico e architettonico. Apprezzo la scelta di concepire un ambiente volto a favorire l’incontro e la socializzazione. Spero che in futuro si vada sempre in questa direzione, perché il centro storico sopravvive solo grazie alla diversità commerciale, non attraverso la colonizzazione degli spazi da parte delle banche e delle grandi marche.»




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il Progetto

1.

l'edificio
L'immobile denominato “Mercato dei Grani” è uno tra gli edifici più prestigiosi e simbolici, anche in termini di rappresentatività, di Piazzale Arnaldo ma anche dell’intera città di Brescia. Il “Granarolo”, secondo la denominazione originale, edificato tra il 1820 e il 1823 sul progetto dell’Architetto bresciano Angelo Vita, è tra quelli che meglio di altri hanno resistito alle ingiurie del tempo nonostante, soprattutto negli ultimi anni, sia stato lasciato in stato di abbandono e disuso.

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l'opportunità
La riqualificazione del Mercato dei Grani si traduce, per la Città di Brescia, non solo nel restauro e risanamento dell’edificio e dell’imponente facciata che lo caratterizza, ma anche e soprattutto nell’opportunità di poter ridare vita ad un pezzo di città.

3.

il bando di valorizzazione
Il Comune di Brescia, attraverso lo strumento della concessione di valorizzazione a lungo termine prevista dalla legge per gli immobili di elevato interesse storico e architettonico (ai sensi dell’art. 3 bis del D.L. n. 351/2001 conv. L. 410/2001 e ss.mm.ii.), ha emanato nel febbraio del 2015 un bando pubblico finalizzato all’individuazione di un operatore privato che, a fronte dell’acquisizione di un temporaneo diritto di superficie oneroso, si facesse carico del restauro dell’intero edificio, della sua conservazione e manutenzione e della promozione di attività di interesse culturale e sociale.

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i protagonisti
Questa opportunità è stata immediatamente colta da due imprenditori bresciani, Immobiliare Due G e Val 90 Srl, che hanno saputo presentare la migliore offerta tecnica ed economica per l’acquisizione della concessione del Mercato dei Grani. La proposta di Immobiliare Due G e Val 90 Srl si traduce in un intervento di risanamento conservativo del valore di circa 1,5 milioni di euro e il versamento al Comune di Brescia di un canone annuo di 12.000 euro. Il progetto, sottoposto all’approvazione della Soprintendenza ai beni architettonici e culturali, prevede un intervento di pulizia e restauro delle facciate esterne, il consolidamento strutturale dell’edificio, la riqualificazione di tutti gli spazi interni, compresi quelli del primo piano, prevedendo l’insediamento di diverse attività commerciali.

la Storia

1820

Sul lato meridionale di Piazzale Arnaldo, a Brescia, sorge il maestoso edificio in stile neoclassico denominato Mercato dei Grani, costruito a spese della città a partire dal 1820 e concluso nel 1823. Il progetto iniziale è dell’architetto Angelo Vita con cui hanno collaborato un collega milanese, Giuseppe Antolini e un pittore bresciano, Luigi Basiletti.

lunghezza 112 metri - larghezza 15 metri

L’imponente costruzione, lunga 112 metri e larga 15, è caratterizzata da un lungo porticato modulato da fornici ad arco a tutto sesto con più di venti pilastri in pietra di Botticino; tra questi, i due agli estremi sono chiusi e contengono due fontane. L’ingresso si trova al centro dividendo simmetricamente l’edificio; inoltre, è sormontato da un massiccio frontone con timpano triangolare, nel quale vi era un’epigrafe dedicata agli allora novelli sposi Arciduca Raineri, viceré del regno lombardo-veneto e Maria Elisabetta di Savoia. Al suo posto oggi è presente lo stemma cittadino.

1850

Il Mercato dei Grani sorge sull’area dell’antica ortaglia del convento dei monaci cassinesi benedettini di Sant’Eufemia, che occupava l’attuale piazzale, anticamente denominato “Porta Torrelunga”, quella orientale della città da cui partiva la strada per Venezia: la porta era caratterizzata da grandi cancelli carrai e due laterali per i pedoni, separati tra loro da pilastri a bugnato. Fu demolita nella seconda metà dell’Ottocento, mentre i pilastri furono semplicemente smontati e ricostruiti in posizione più arretrata. Unico ricordo dell’antica ortaglia del vicino ex monastero si mantiene nell’intitolazione del vicolo che corre dietro al Mercato dei Grani, tangente al complesso conventuale, denominato appunto vicolo dell’Ortaglia.

La decisione del Municipio di ampliare la contrada di porta Torrelunga per ospitare un nuovo mercato dei grani della città, era scaturita dalla volontà di allontanare dal centro il commercio dei prodotti agricoli e del bestiame, che intasavano prima in epoca medievale l’area del Broletto e poi quella di via del Granarolo, posta in un tratto dell’attuale via Dieci Giornate.


l'Intervento
Attraverso la collaborazione di vari professionisti è stato fatto un approfondito progetto di risanamento conservativo e riuso dell’immobile Mercato dei Grani; la riqualificazione dell’immobile, oltre a necessitare di un delicato intervento di restauro, ha richiesto interventi di pulizia e demolizione interna, di consolidamento strutturale, di realizzazione di tutti gli impianti, di ripristino e/o rifacimento di tutte le pavimentazioni e di personalizzazione degli spazi sulla base delle esigenze delle future attività. Tutte le opere sono state coordinate dal Geom. Oller Danesi e realizzate dall’Immobiliare VAL90 Srl. In particolar modo l’intervento sulla facciata lapidea del Mercato dei Grani, è stato curato dalla LABA “Libera Accademia delle Belle Arti” di Brescia. Dopo un attento studio del degrado dei materiali, di indagini e rilievi nonché di prove sperimentali svolte in situ, è stato redatto un dettagliato progetto d’intervento specificando le tecniche di intervento, le fasi di lavorazione, le caratteristiche dei materiali impiegati. Tutto il progetto di risanamento conservativo, prima di essere attuato, ha dovuto ottenere il parere favorevole da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di Brescia.


i nuovi spazi

Grazie al progetto di riqualificazione attuato è stato possibile rendere nuovamente fruibili tutti gli spazi del piano terra, circa 900 mq e tutti gli spazi del piano primo, di circa la medesima superficie; è stato possibile anche recuperare un piccolo interrato di circa 65 mq. Il nuovo assetto distributivo dell’immobile prevede l’utilizzo, da parte delle attività che si insedieranno, di tutto il porticato, che rimarrà uno spazio aperto accessibile al pubblico.

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